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    May 18

    Traduzione

    Il poeta Francesco Petrarca, nel momento in cui si trovò a dover scegliere in quale lingua scrivere il suo "Rerum volgarium fragmenta", decise di utilizzare il volgare. Fra le varie motivazioni che lo spinsero a scegliere questo idioma, un certo ruolo giocò il desiderio che la sua opera potesse essere compresa anche dalle classi meno colte.
    Al giorno d'oggi la lingua italiani è andata incontro a diverse mutazioni, per cui il volgare quattrocentesco scelto dal Petrarca per andare incontro ai meno dotti, può risultare oggi di difficile comprensione. Ebbene ci pare giusto continuare la volontà del grande poeta, anche noi desideriamo che i suoi sonetti siano comprensibili a tutti e per questo abbiamo creato la traduzione in dialetto veronese del primo sonetto del Canzoniere petrarchesco, preceduta dal testo originale (per quelli TROPPO colti che non comprendono il dialetto).

    Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono,
    di quei sospiri ond'io nudriva'l core
    in sul mio primo giovenile errore
    quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono;

    del vario stile in ch'io piango et ragiono
    fra le vane speranze e'l van dolore,
    ove sia chi per prova intenda amore,
    spero trovar pietà, nonchè perdono.

    Ma ben veggio or sì come al popol tutto
    favola fui gran tempo, onde sovente
    di me medesmo meco mi vergogno;

    et del mio vaneggiar vergogna è'l frutto,
    e'l pentersi, e'l conoscer chiaramente
    che quanto piace al mondo è breve sogno.


    TRADUZIONE

    Vo altri che sì'ndrio ad ascoltàr el rumòr
    in rime sparse dei sospiri che el meo cor se magnaa,
    quando sbaglai che s'era butìn, e s'era diverso
    da quel che mi son adesso,

    mi ve digo in vari modi che cosa me da dispiasèr
    in meso a speranse e dolòr che i serve a un casso
    indoe ci me intende di che casso son indrio a parlàr
    spero che i me compatissa e che i me perdona (Dio bel!).

    Or or son drio a notar che tutti sti disgrassiè
    i me ciapaa per il cul e cossita me accorgo
    che son sta dal bon un mona!

    E se penso a quante bastemmie che go tirà
    e che me vergogno d'averle dite, me pento e ghe do conferma,
    che non val mia la pena de torsela, che tanto non serve a un casso.
    Al mondo prima o poi tutto el sciòpa!



    Max&Ceo