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June 13 Sintesi di La tratta degli schiavi. Saggio di storia globale.O. Pétré-Grenouilleau, La tratta degli schiavi. Saggio di storia globale, Il Mulino, Bologna 2006
Riassunto e sintesi del libro a cura di Paolo Perantoni per http://licaonici.spaces.live.com/ il contenuto è riproducibile fatto salvo il citare la fonte e l’autore del documento.
Citazioni
I deportati sono outsider, è l’altro assoluto. La tratta atlantica si sviluppa solamente nel XVII mille anni dopo le tratte oriental. Tratta come risultato di evoluzioni interne dell’africa nera. Il commercio di schiavi ha riguardato molte popolazione dall’antichità ad oggi nel corso dei secoli. Con tratta negriera si intendono i prodotti (schiavi) e i produttori (schiavisti) ma soltanto il 2% fu razziato dagli occidentali.
Breve sintesi
Fondamentale il ruolo dell’espansionismo musulmano nella tratta orientale, imponendo la jihad si legittimavano ad attaccare altre popolazioni e a far razzia. Nel 1670 si sviluppa la tratta occidentale. Il Portogallo come pioniere, curiosità scientifica, crociata evangelizzatrice domanda di spezie e bisogno di manodopera ricerca dell’oro africano. Fanno da intermediari e si spingono all’interno, l’immagine dell’Africa si modifica da terra inospitale a terra ricca di risorse. Nel medioevo si era assistito anche alla tratta di bianchi (bulgari greci ecc ecc) tra la tratta mediterranea e quella atlantica la sola differenza stava negli arrivi frazionati e nel naviglio specifico Il mondo della piantagione non fa necessariamente rima con schiavitù almeno all’inizio in quanto si tentò la via delle popolazioni autoctone e dei lavoratori salariati, ma erano vie economicamente poco valide in quanto le popolazioni locali non erano abbastanza forti fisicamente anche dinnanzi allo shock microbiologico come le popolazioni africane e perchè c’era la disapprovazione della chiesa (cfr Las Casas). La scelta degli africani aveva alibi fisici (resistenza ai climi equatoriali) e religiosi in quanto la religione cattolica ammetteva nelle pagine dei propri Padri della Chiesa (San’Agostino e San Tommaso d’Aquino) la possibilità della schiavitù, e poiché essi erano già schiavi in africa non c’erano problemi morali, nel 1455 il papa dichiara lecita la tratta e almeno fino al 1820 non fece niente per abolirla Il rafforzamento dei traffici e delle culture provocò il fatto che antille e brasile avrebbero prodotto zucchero tabacco cotone e caffè mentre l’africa avrebbe prodotto schiavi sempre più richiesti per mandare avanti le piantagioni Fino alla guerra anglo olandese del 1664-67 i circuiti di approviggionamento dei prigionieri erano in mano a portoghesi (gli unici inizialmente a fare razzie) e agli olandesi, il monopolio rendeva gli schiavi molto cari. Poi il commercio venne aperto anche agli inglesi e poi ai francesi. Gli schiavi venivano acquistati presso gli stessi africani (non c’era un sentimento africano ma di tribù spesso in lotta tra loro per la supremazia territoriale che ammetteva la schiavitù vista come motivo di reddito per le élite locali) o presso intermediari (spesso popolazioni meticcie, ovvero miste tra africani e portoghesi/brasiliani cfr. Congo). L’africa quindi aveva 2 circoli commerciali: uno interno di autosostentamento ed uno esterno. Per mantenersi al comando le élite africane utilizzavano due attività ovvero la guerra e il commercio su lunga distanza, i vicini erano le prede, la tratta quindi andava ad integrarsi nella società africana così complessa da questo punto di vista e in continua lotta specie dopo la diffusione dell’islam. I prigionieri si mettevano al lavoro, quelli più instabili e pericolosi li si vendeva agli occidentali. Come si producono schiavi? Razzie occidentali ve ne furono poche e solo all’inizio, i negrieri infatti al massimo scaricavano il compito agli stati cuscinetto ma il più delle volte sfruttavano il meccanismo africano con accordi ben precisi di scambio. Al nord dell’africa erano gli stati musulmani a far razzia tra le genti pagane, altrove invece era tutto un meccanismo africano; cattura in guerra, rapimento, pagamento di tributi e imposte, debiti, punizione per certi reati, abbandono e vendita di bambini, asservimento volontario e per nascita. Nell’america spagnola l’introduzione degli schiavi poteva essere fatta solo mediante l’Asiento che prevedeva il numero di prigionieri per il quale erano concesse le licenze di importazione, la loro ripartizione per sesso, i luoghi della tratta e quelli di destinazione. L’asiento passò di mano in mano e a questo si affiancava anche il contrabbando. In tutta Europa le nazioni regolarono rigidamente il traffico con la nascita di vere e proprie Compagnie con tanto di carta o bolla d’autorizzazione (nazionalizzazione del commercio secondo le teorie mercantilistiche). Lo stato sovvenzionava e finanziava il commercio e riceveva una tassa su ogni schiavo da parte dello schiavista. In africa ci guadagnavano i guerrieri professionisti guidati dai signori della guerra i privati i membri dell’èlite politica ed infine i commercianti privati. Nell’impero ottomano la tratta non era monopolizzata da un gruppo di mercanti ma era cosa di ogni giorno perfettamente integrata nella struttura sociale. L’europa invece si limitava al trasporto degli schiavi ovviamente guadagnandoci. I prigionieri venivano acquistati in loco, tenuti per un po’ in cattività fino all’arrivo della nave, e quindi trasportati a destinazione. Durante il trasporto ovviamente si faceva di tutto per mantenere in vita gli schiavi per riuscire a venderli al miglior prezzo. Ben presto si creò una fitta rete di smistamento sia lungo la costa per la tratta occidentale sia lungo le rotte del Sahara per quella orientale. La tratta durava da 1 a 3 mesi per entrambe le tratte; la mortalità era nettamente più alta nella tratta orientale rispetto a quella occidentale. Per acquistare ogni mercante doveva contrattare un prezzo con il venditore, le trattative di solito erano lunghe perchè bisognava controllare la merce (di solito se ne occupava il medico di bordo) venivano scambiati con tessuti, chincaglieria, armi, cavalli ecc ecc ovvero tutto quello che richiedevano le èlite locali. Il trasporto era molto delicato e richiedeva una preparazione attenta in particolare della quantità d’acqua potabile necessaria per il viaggio sia esso fosse per mare che per terra. Per mare il tutto si complicava per il fatto che la nave doveva essere duttile, doveva infatti riconvertirsi in fretta da trasporto merci a trasporto persone ma anche fondamentali erano le figure del capitano, del carpentiere e del chirurgo; il tasso di mortalità nel ‘600 era del 12% e si ridusse il secolo dopo all’8% , molto alta era la mortalità dell’equipaggio segno che il tutto era dovuto essenzialmente alle condizioni climatiche (si passava zone tropicali) ed igieniche di bordo. Infine si arrivava in porto (il primo porto fu Rio de Janeiro) e avveniva la vendita che avveniva per contanti ma più spesso per lettere di cambio (i proprietari terrieri erano fortemente indebitati). La tratta musulmana commerciò 17.000.000 contro gli 11.000.000 di quella occidentale il centro fondamentale è l’Egitto la sola jihad ne produsse più di un milione. La tratta interna africana contò circa 14.000.000 di schiavi. Quella occidentale si può dividere in 3 grandi momenti; nel primo (1500-1676) i commercianti furono portoghesi olandesi e poi inglesi, il secondo l’apogeo della tratta (1676-1800) vide impegnati inglesi portoghesi e francesi, mentre il terzo (1800-1867) vide i portoghesi e i brasiliani contendersi il commercio di contrabbando. Il Brasile fu il più grande importatore di schiavi per le sue immense piantagioni. I cambiamenti sociali e politici nel progresso della storia portarono a mutamenti anche nella tratta; quella occidentale seppe adattarsi quelle orientali fecero più fatica così come quella interna seguendo tutte le proprie leggi. Bastava che una regione avesse meno disponibilità che un’altra la integrasse o la soppiantasse. La convertibilità degli schiavi in valori differenti, la diversità delle economie e delle società messe in relazione dalla tratta, lo spostamento geografico, nel corso del tempo, delle grandi regioni africane esportatrici di schiavi, spiegano perchè la tratta sia durata così a lungo e perchè sarebbe potuta durare ancora.
Nel 1807 l’Inghilterra decise di proibire la tratta dai suoi porti sulla spinta del movimento abolizionista la cui storia si dipana per un secolo circa. Più o meno nello stesso tempo essa si mise alla testa di una crociata volta a sradicare dal pianeta il traffico di schiavi. Le spinte vennero dai filantropi inglesi e dagli schiavi stessi. A partire dalla prima metà del XVIII secolo si manifestò una profonda rivoluzione morale contro la tratta e la schiavitù. L’abolizionismo per Eltis nacque durante la crisi della manodopera verificatasi alla fine del XIV secolo dopo la peste nera. La libertà, così come si sviluppò in Europa dapprima rese possibile la schiavitù nelle Americhe e poi condusse la sua abolizione. Infatti, la morale cristiana prevedeva che non si potesse ridurre in schiavitù un altro cristiano, quindi si intraprese la via della schiavitù negra. Ma d’altronde l’idea che tutti gli uomini siano uguali nei diritti davanti a Dio minò il movimento schiavistico. Ma oltre al pensiero cristiano, suggerisce Eltis, bisogna guardare ai mutamenti sociali e morali dello stato moderno. L’umanesimo, il successivo mito del buon selvaggio e soprattutto l’età dei Lumi aiutarono a preparare il mondo moderno verso l’abolizione della tratta. Nel 1639 la chiesa scomunicava chiunque mettesse in schiavitù gli indiani ma bisognerà aspettare il 1814 perchè lo stesso trattamento venisse riservato anche agli africani. L’originalità del pensiero abolizionista, basato sulla libertà, è senz’altro tipico dell’occidente, in oriente infatti non vi fu mai lo stesso dinamismo culturale. Tre modelli di abolizionismo: Danimarca, Inghilterra e Francia. La Danimarca fu la prima ad abolire la tratta, lo fece nel 1792 in maniera molto velocemente e pragmatica, non era infatti redditizia come ci si aspettava. In Inghilterra il dibattito era cominciato nel 1673 ad opera soprattutto della componente quacchera della società inglese; anche in America la comunità quacchera si scontrò per l’abolizione, nel 1794 gli USA interdettero la tratta pur continuando a praticarla almeno fino alla fine della guerra di secessione. Nel 1750 le comunità quacchere inglesi e americane iniziarono a far sentire la propria voce sia nelle loro comunità e sia nelle piazze. Nel 1787-1792 il movimento guadagnò la simpatia e la convinzione dell’opinione pubblica, mentre il loro rappresentante chiedeva in parlamento ogni anno di abolire la tratta. Finalmente nel 1807 la proposta viene accolta a larga maggioranza. Nel frattempo la morale abolizionista varcava i confini sociali e delle nazioni. Ma mentre in Inghilterra l’attenzione era sulla schiavitù in Francia si puntava di più sulla tratta. Se prima si auspicava una lenta diminuzione della tratta l’avvento della Rivoluzione scombussolò i piani, nel 1794 la Convenzione francese aboliva la tratta e gli schiavi furono liberati ma non durò molto per l’instabilità francese. La ripresa delle ostilità con l’Inghilterra, il blocco continentale e la conquista delle colonie per mano inglese misero fine alla tratta francese definitivamente. Bilancio: pratici i danesi riuscirono in fretta, più lenti e più moraleggianti gli inglesi riuscirono, lenti e filosofeggianti i francesi fallirono. Sul piano pratico quindi il modello inglese prevalse, il movimento popolare ebbe grande rilevanza da quel momento i governi avrebbero dovuto fare i conti con l’opinione pubblica pacifica. Per convincere i coetanei gli abolizionisti puntarono: sull’umanità dei neri, che la tratta è nefasta per l’Africa, era il metodo sbagliato per cristianizzare i neri. L’Inghilterra si fece avanti come garante dell’abolizionismo ed impose il suo volere sulle nazioni sopraffatte, seppe poi sfruttare i successi militari per imporre la propria politica, nel 1815 al Congresso di Vienna premette per costituire una lega internazionale di repressione della tratta. Chi si opponeva all’abolizione premeva sul fatto che essa era inefficace e onerosa. Oltre alla via repressiva, altri stati come USA e Francia provarono la via nazionale di repressione autonoma. Il Brasile divenne presto stato canaglia, la sua indipendenza dal Portogallo lo privava di inibizioni legislative e continuò nella tratta sebbene scontrandosi con la grande potenza navale inglese. Si presentò poi il problema di dare una nazione agli schiavi liberati; gli inglesi si adoperarono per la creazione della Sierra Leone, gli USA della Liberia. Ma l’abolizione della tratta non era efficace se la schiavitù rimaneva legale; ancora una volta fu l’economia ad avere voce in capitolo; il sistema produttivo della piantagione andò in crisi in quanto poco duttile alle crisi di mercato e alla innovazioni tecnologiche, l’abolizione della tratta e poi della schiavitù costrinse a tornare ai lavoratori salariati con la creazione dei coolie trade che scomparvero solo nel 900. Era certamente un lavoro forzato ma non derivava da un’azione coercitiva. Per abolire il traffico fu quindi necessario pragmatismo, ricatto, impiego della forza militare al momento giusto. Il movimento abolizionista fu comunque estraneo all’africa e al mondo musulmano. Gli schiavi neri ebbero importanza in particolare nelle Americhe dove la loro resistenza in Brasile e nelle Antille (cfr Santo Domingo) diede un nuovo volto all’africa. La creolizzazione con gli europei li portò in contatto con le idee liberali che li portarono a forme di resistenza attive e passive così come la pubblicazione di qualche ex schiavo liberato (Equiano). In Africa la
tratta resistette più a lungo per tradizione e fabbisogno di manodopera; solo
la colonizzazione europea mise fine alle forme di schiavitù e di tratta. Anzi
fu proprio l’abolizionismo a portare ad un intrusione più massiccia degli
europei negli affair africani, influendo su guerre, commerci, schiavismo... gli
europei avrebbero indebolito a tal punto l’Africa da conquistarla in maniera
coloniale. Tra abolizionismo e colonialismo vi fu il commercio legittimo.
Sintesi di Rinascimento AnticlericaleO. Niccoli, Rinascimento anticlericale. Infamia, propaganda e satira in Italia fra Quattro e Cinquecento, Roma – Bari, Laterza, 2005
Riassunto e sintesi del libro a cura di Paolo Perantoni per http://licaonici.spaces.live.com/ il contenuto è riproducibile fatto salvo il citare la fonte e l’autore del documento.
Premessa
Nozione di anticlericalismo italiana: “Atteggiamento di opposizione all’ingerenza del clero nella vita politica sociale e culturale del paese”. Nozione di anticlericalismo inglese: “Un movimento liberale in politica e religione che coinvolse molte parti d’Europa nel XIX secolo [...] In generale, esso si oppose ad ogni forma dogmatica o confessionale di cristianità sostenendo che l’ordine stabilito delle questioni ecclesiastiche fosse solo un baluardo della reazione politica e della tirannia, che l’a. si proponeva di distruggere. L’a. diresse i suoi attacchi soprattutto contro la Chiesa romana e i suoi privilegi civili”.
Fonte principale: Marin Sanudo, storico e politico veneziano aveva trascritto molte pasquinate giuntegli specialmente da Roma nei suoi diari e nelle sue cronache
Capitolo primo: L’infamia dei preti
All’indomani della pace tra Colonna e Orsini (8 luglio 1498) che si coalizzavano contro il comune nemico, il papa Alessandro VI Borgia, comparvero subito dei componimenti poetici dove si chiedeva di “uccidere il toro che devasta i confini d’Italia” ed i suoi figli (vitelli). Il bue/toro era infatti il simbolo araldico dello stemma dei Borgia e compariva molto spesso su oggetti e raffigurazioni celebrative per il papa Alessandro VI. Oltre ai componimenti poetici iniziarono a circolare anche immagini grafiche con significato opposto a quelle encomiastiche che spesso si rifacevano ai passi della Bibbia dove gli ebrei, in attesa del ritorno di Mosè, adorarono un’immagine di un bue dorato. Il papa era accusato di simonia (acquistare con denaro il dono di Dio), vendita dei beni ecclesiastici e di essere un marrano (aveva in effetti origine spagnola). Si invocava l’intervento dell’imperatore perchè Roma era caput mundi di scribi farisei pronti a vendere tutto. Le critiche andavano anche a colpire il lato privato del papa, si fa riferimento all’annegamento dei vitelli, e proprio l’anno prima Juan duca di Gandia (figlio del papa) era stato ritrovato annegato nel Tevere. I componimenti, indirizzati verso Alessandro VI, la sua famiglia e la curia romana, circolavano liberamente tra il popolo in quanto venivano affissi in luoghi pubblici in posizione assai visibile e spesso davanti alle porte di casa come voleva la tradizione antropologica di diffamazione. Nel 500 la situazione era così drammatica che ci si attendeva da un giorno all’altro il castigo divino, un prete, certo Dolfi, definì in una omelia in chiesa, il papa come il demonio. Ma la letteratura è piena di altri esempi come Bracciolini (espistola contra hypocritas) e Leonardo Bruni (facetie) che attaccavano l’ozio la libido le piume e il sonno e l’inerzia della curia. Roma era comunque avvezza ad un mescolamento tra irriverenza e confidenza con il sacro si pensi ad esempio alle scene di esorcismo o alla creazione dell’Agnus Dei, e per i più ormai Roma assumeva l’immagine di Babilonia e la sua inevitabile caduta. Anche fuori Roma i costumi non cambiano, a Modena ad esempio si leggevano i sonetti diffamatori del Petrarca. La situazione dell’anticlericalismo italiano proveniva dalla stessa curia romana ed era priva delle sfumature nazionalistiche che invece erano presenti fuori d’Italia (vedi Germania).
Capitolo secondo: Libelli famosi e pasquinate
Il tema dell’infamia verso i pontefici era molto diffuso in tutti gli ambiti sociali, anche perchè il tema dell’onore (maschile) era principale nella società del tempo così come la violenza. I libelli per questo venivano attaccati alle porte di casa oppure addirittura sulle tombe inneggiando alla poca virilità o dell’omosessualità degli interessati senza pertanto costituire alcun reato almeno fino alla metà del XV secolo. Il termine pasquinata (satira) si deve all’uso di riempire la statua di mastro Pasquino a Roma nel giorno si San Marco con scritte infamanti e satiriche e spesso anche la statua veniva vestita a modo, era una forma di protesta interna approvata quando non incoraggiata dallo stesso pontefice. Il loro carattere goliardico e diffamatorio ne rendeva facile la diffusione anche fuori i confini della chiesa. L’usanza dell’affissione era comunque precedente a quella della festa di Pasquino ad esempio al mercato di Campo de’Fiori o sul ponte di Castel Sant’Angelo o ancora sul sepolcro del defunto. Iniziavano anche a comparire i racconti sull’incontro tra il defunto e San Pietro.
Capitolo terzo: Alessandro VI in vita e in morte
Il papato di Alessandro VI fu il vero punto cruciale della protesta anticlericale. Non era tanto l’incredibile vita del pontefice a dettar scandalo quanto il suo rapporto considerato perverso con il denaro e il potere in particolare con la volontà di creare ai figli uno stato personale. Tutti i segni (legati spesso al Tevere o alle nascite deformi) dimostravano che ormai l’anticristo era giunto e che si sarebbe arrivati alla fine del mondo conosciuto. Il papa era ormai la vittima preferita dei libelli e delle pasquinate che lo accusavano di ogni nefandezza. Comparirono anche molti esempi di Epistola Luciferi, nella quale il demonio si congratula con il papa per l’eccellente lavoro e che lo si sarebbe presto aspettato nel regno che lo spettava (l’inferno); si contrappone spesso l’humilitas di Cristo con l’avidità e lo sfarzo del pontefice. Alla sua morte (1503) già comparivano racconti che il pontefice fosse stato avvelenato in seguito ad un tranello voluto o dallo stesso papa o da suo figlio Cesare per far morire con vino avvelenato dei ricchi cardinali. Altre storie circolavano su un patto tra Alessandro VI e il demonio, quest’ultimo gli avrebbe consentito di salire al soglio pontificio, ma essi non si erano accordati bene sulla durata del pontificato. Allo stesso modo, alla morte del pontefice circolavano le voci su come si presentasse la salma (lo più brutto morto che fu visto mai) ed in particolare sulla bocca e sulla lingua deformi e paonazzi del tutto simile al demonio; si raccontava che fosse stato spogliato dalle insigne e abbandonato dalla servitù e che fosse stato percosso a calci perchè non entrava nella bara.
Capitolo quarto: Giulio e Leone scacciati dal cielo
Con il pontificato di Giulio II si assistette ad un aumento degli scritti infamanti in volgare, cosa che aumentava l’utenza a cui essi erano rivolti; c’era una lotta per accaparrarsi i fogli una volta esposti. I centri di accusa erano però spostati, a Venezia, come a Cesena e a Bologna la satira era costante, frutto dello scontro politico tra il papa e le città. Giulio II decise di usare il pugno di ferro contro questi atti diffamatori utilizzando gabelle e bollando persone come ribelli. Alla durezza di comportamento corrispose una durezza assai più marcata nei componimenti (tenir a bocha il fiasco e in cullo el cazo). Dalle cronache sembra che un numero superiore di un milione di versi furono composti contro il papa e spesso lo si accusava di omosessualità con il dubbio se il suo ruolo fosse attivo o passivo (se mazor buzaron fusse o bardassa). Si ritrovano anche le accuse che avevano segnato Alessandro, ovvero la simonia e l’essere un marrano. Parallela all’Epistola Luciferi, comparve un Epistola Christi (che vedrà un anticipazione dei temi trattati da Erasmo nel Iulius exclusus e coelis) probabilmente di origine veneta dove si contrapponeva nettamente la figura di Cristo con quella di Giulio II. Particolari tratti della figura di Giulio II erano la brama di potere e di muovere guerra. Nel testo di Erasmo, il papa con il genio si appresta ad entrare nel paradiso ma gli viene contestato da Pietro una vita indegna fatta di manovre politiche di simonia di blasfemia di sodomia e di sortilegio; insomma il comportamento di un principe pagano piuttosto che di un capo spirituale, di un vicario di lucifero. Il papa si allontana minacciando di attaccare il paradiso con un esercito di anime morte. I temi compaiono anche in altri scritti di Erasmo. Anche alla morte di Leone X comparve una composizione simile; Pietro è svegliato dal gran bussare alle porte del paradiso che fortunatamente son d’acciaio arrivato vede Leone X e gli chiede dove sono le sue chiavi che gli aveva dato, Leone risponde di averle impegnate e cosi Paolo lo caccia. Leone è così accusato di aver scialacquato le ricchezze della chiesa e di aver commesso omicidi. Anche durante il suo pontificato non mancarono le pasquinate, spesso composte dalla penna affilata di Pietro Aretino che lo accusava anche di epicureismo. Da questo momento le pasquinate saranno sempre più violente e sempre più legate alla vita quotidiana e politica.
Capitolo quinto: I Vangeli di Pasquino
Dopo il 1517 i testi infamanti si diffusero sempre più insieme alla sempre più netta predilezione per le immagini satiriche in particolare in terra germanica. Un caso particolare fu quello riportato da Aleandro, messo pontificio a Worms in pieno clima riformista. Egli racconta delle spietate satire nei confronti del papa e di lui stesso in particolare nelle immagini, nel clima fortemente ostile e nella santificazione delle immagini di Lutero e dei principi protestanti. Lo scontro ormai era sul piano delle diverse confessioni. Anche in Italia l’uso delle vignette derisorie andava sempre più ad affermarsi in particolare con il tema della doppia immagine (simbolo di doppiezza) dei raffigurati. Comparvero anche testi pi raffinati ovvero i Vengeli di Pasquino, raffinate e complesse satire contro l’avarizia del clero romano e l’avidità del papa. Erano certamente testi che erano ad un passo con il rifiuto dell’istituzione ecclesiastica. Altri vangeli comparvero così come la lettera della conversione di Paolo III in cui si auspicava una conversione come il suo illustre predecessore, S. Paolo però lo accusa di aver trasformato la casa del Signore in uno stabbio di capre sotto il dominio di Satana e ricettacolo di figli bastardi (Pier Luigi figlio del papa). Le immagini sempre più frequenti erano quelle che associavano il pontefice alla volpe che significava ipocrisia ed adulazione. Comparve anche una simpatica storiella sulla morte di Paolo III e della sua discesa agli Inferi dove viene incoronato del nome di Anticristo tra la folla festosa di papi suoi predecessori. Roma si è ormai trasformata in Babilonia nella piena crisi che vedrà la nomina di tre papi contemporaneamente.
Capitolo sesto: Paolo IV e la Duchessa di Paliano: passioni e rituali
Il Concilio di Trento (1545) si dovette occupare della questione degli scritti e delle pitture infamanti utilizzando pesantemente la repressione per portare a termine il principio di separatezza tra sacro e profano; si rimandava dunque ai tribunali ecclesiastici il compito di reprimere tali atti diffamatori. In particolare con il papato di Giulio III le pasquinate subirono un declino senza però scomparire del tutto. Il suo successore, Paolo IV fece una censura totale delle pasquinate, alla sua morte Roma insorse, l’edificio dell’Inquisizione fu saccheggiato e dato alle fiamme, i prigionieri liberati, le carte processuali bruciate e i libri proibiti portati in trionfo nella città, le statue del sovrano-pontefice furono vituperate, gli si staccò il naso (cfr tema antropologici della perdita della faccia). Anche la famiglia dei Carafa, nipoti del papa, subirono le pasquinate, tanto che girava voce che il papa fosse morto di dolore per la vergogna dell’adulterio della duchessa Violante con un giovane parente del marito. Il giovane amante fu subito pugnalato dal marito, mentre lei venne strangolata dopo qualche settimana dal fratello di lei benchè fossi in cinta di 7 mesi del processo si occupò anche Stendhal. La pressione sociale era talmente forte che spinse gli uomini di casa a rimediare all’infamia con il rituale della violenza. Anche nel processo Colonna il modus operandi fu assai simile, Isabella fu uccisa da suo fratello perchè aveva tradito il marito, era stato quindi raggiunto e ucciso l’amante (gettato in una latrina) e il padre di quest’ultimo (appeso per i piedi). Isabella fu seppellita ma senza cerimonie nè sfarzo in quanto l’onta della vergogna non lo permetteva. Il processo Carafa presenta elementi assai simili a quello Colonna; l’amante verrà prima costretto a firmare una confessione e poi verrà morso al volto dal marito (perdita della faccia) prima di essere ucciso e gettato in una latrina. Violante, incinta verrà uccisa da suo fratello mentre il suo feto non verrà battezzato. Diverso su questo punto il processo Conti. Federico uccise la moglie, l’amante (suo capitano) e tre complici con un’efferatezza incredibile. Il modus operandi fu simile, il fratello però si rifiutò di uccidere la sorella e allora ci pensò lui. Questa volta però il feto fu battezzato segno che i tempi e la riflessione fatta in materia erano diversi. In questo contesto, le pasquinate che riportavano alla luce i fatti quivi raccontati mostrano il profondo legame tra le vicende private e familiari con quelle politiche del papato.
Capitolo settimo: Un epilogo: il processo a Niccolò Franco
Dopo il 1559 le pasquinate, prodotte sino ad allora all’interno dell’ambiente ecclesiastico, cambiarono autori, uomini legati in tutto o in parte al mondo dell’eterodossia. I temi non si discostavano poi molto dai precedenti anche se compare pericolosamente tra le righe la dottrina della predestinazione e il fatto che il papa fosse il vero Anticristo (legame alla lontana con le tesi luterane); altro importante punto si passò dalla derisione all’indignazione. Il processo a Niccolò Franco nel 1570 ne è la prova, egli fu condannato per aver scritto un commento sulle vicende della famiglia Carafa nel momento in cui le pasquinate erano bandite. Il suo processo fu fatto per colpire non solo l’autore ma anche i cardinali che collaborarono con lui. Infine non meno importante il processo doveva approfondire le indagini sui gruppi eterodossi particolarmente attivi nel Regno di Napoli. Fu interrogato e torturato sotto il pontificato di Pio V. Oramai i tempi erano cambiati e la repressione verso le forme di libertà d’espressione (dalle quali era sparita ogni forma di anonimato e di affissione a favore della circolazione clandestina mano a mano) era veramente dura e motivata dalle tesi della controriforma. La polemica religiosa ed esplicita dei testi paventava il diffondersi della riforma protestante nei territori cattolici e non poteva essere sottovalutata dai pontefici. L’anticlericalismo però non venne distrutto, continuò seppur limitatamente a vivere salvo poi rinascere nel corso dell’Ottocento. June 10 Storia dell'Arte parte 3Vasarely 1906-1997 Optical Art Morellet 1926 Optical Art Le Parc 1928 Optical Art Castellani 1930 Optical Art Bonalumi 1935 Optical Art Alviani 1939 Optical Art Scheggi 1940-1971 Optical Art Lo Savio 1935-1963 Optical Art Uncini 1929 Optical Art – programmata – gruppo 1 Biggi 1925 Arte programmata – Gruppo 1 Carrino 1932 Arte programmata – Gruppo 1 Frascà 1921 Arte programmata – Gruppo 1 Pace 1923 Arte programmata – Gruppo 1 Santoro 1933 Arte programmata – Gruppo 1 Anceschi 1939 Arte programmata – Gruppo T Boriani 1936 Arte programmata – Gruppo T Colombo 1937-1992 Arte programmata – Gruppo T De Vecchi 1938 Arte programmata – Gruppo T Varisco 1937 Arte programmata – Gruppo T Biasi 1937 Arte programmata – Gruppo N Chiggio 1938 Arte programmata – Gruppo N Massironi 1937 Arte programmata – Gruppo N Grassi 1918-2002 Arte programmata – Studio MID Laminarca 1941-1990 Arte programmata – Studio MID Marangoni 1943 Arte programmata – Studio MID Mapplethorpe 1946-1988 Fot. erotica Batters 1919-1997 Fot. erotica Sieff 1933-2000 Fot. erotica Dahmane 1959 Fot. erotica J. Johns 1930 New Dada Rauschenberg 1925 New Dada Manzoni 1933-1963 Nuovo Realismo – Body Art Rotella 1918-2006 Nuovo Realismo Spoerri Nuovo Realismo Arman 1928-2005 Nuovo Realismo César 1921 Nuovo Realismo Christo 1935 Nuovo Realismo – Land Art Tinguely 1925-1991 Nuovo Realismo Gilbert&George 1943&1942 Body Art Gina Pane 1939-1990 Body Art Gnoli 1933-1970 Pre iperrealismo Estes 1936 Iperrealismo Close 1940 Iperrealismo Hanson 1925 Iperrealismo De Andrea 1941 Iperrealismo Liuit Minimalismo Frank Stella 1936 Minimalismo Kelly 1923 Minimalismo Morris 1931 Minimalismo – Anti form Judd 1928-1994 Minimalismo Andre 1935 Minimalismo Smithson 1938-1973 Minimalismo – Land Art Flavin 1933-1996 Minimalismo W De Maria 1935 Land Art Heizer 1944 Land Art Oppenheim 1938 Land Art Dibbets 1941 Land Art Long 1916-1994 Land Art Barry 1936 Concettualismo Weiner 1942 Concettualismo Kosuth 1945 Concettualismo Vaccari 1936 Concettualismo Paolini 1940 Conc. Noetico – A. povera LeWitt 1928 Concettualismo Huebler 1924-1977 Arte concettuale Nauman 1941 Anti-form Sonnier 1941 Funk Art Hesse 1936-1970 Funk Art Acconci 1940 Body Art Brown 1936 Body Art Paxton 1939 Body Art L.M. Young 1935 Body Art Beuys 1921-1986 Concettualismo N. J. Paik 1932-2006 Video Art M Merz 1925-2003 Arte povera Zorio 1944 Arte povera Penone 1947 Arte povera Kounellis 1936 Arte Povera Mattiacci 1940 Arte povera De Dominicis 1947 Arte povera Pisani 1934 Arte povera Fabro 1936-2007 Arte povera Agnetti 1926-1982 Arte povera Boetti 1940-1994 Arte povera noetica Anselmo 1934 Arte povera estetica Calzolari 1943 Arte povera estetica Salvo Mangione 1947 Arte povera - Vaccari 1936 Arte povera – Narrative Art Patella 1934 Arte povera – Narrative Art Boltansky 1944 Narrative Art Le Gac 1936 Narrative Art Beckley 1946 Narrative Art Baldessari 1931 Narrative Art Askevold 1940 Narrative Art Ontani 1943 Ripetizione differente Morimura 1951 Ripetizione differente A.&P. Poirier 1941&1942 Ripetizione differente Luthi 1947 Ripetizione differente Richter 1932 Ripetizione differente Spoldi 1950 Nuovi-nuovi figurativi Barbera 1974 Nuovi-nuovi figurativi Benuzzi 1951 Nuovi-nuovi figurativi Faggiano 1975 Nuovi-nuovi figurativi Jori 1951 Nuovi-nuovi figurativi Levini 1956 Nuovi-nuovi figurativi Mainolfi 1948 Nuovi-nuovi figurativi Salvatori 1974 Nuovi-nuovi figurativi Bartolini 1948-1994 Nuovi-nuovi ornamentali Esposito 1946 Nuovi-nuovi ornamentali Mesciulam 1926 Nuovi-nuovi ornamentali N. De Maria 1954 Postconcettuale Clemente 1952 Postconcettuale Paladino 1948 Postconcettuale Chia 1946 Transavanguardia Cucchi 1949 Post-moderno, transavanguardia Borofsky 1942 Bad painting Salle 1952 Bad painting Schnabel 1951 Bad painting Baselitz 1938 Ripetizione differente Middendorf 1953 Ripetizione differente Lupertz 1941 Ripetizione differente Immendorf 1945-2007 Ripetizione differente Kiefer 1945 Ripetizione differente Penck 1939 Ripetizione differente Adamsky 1947 Ripetizione differente Bommels 1951 Ripetizione differente Dahn 1954 Ripetizione differente Dokoupil 1954 Ripetizione differente Ryman 1930 Ripetizione differente Marden 1938 Ripetizione differente Mangold 1937 Ripetizione differente Mariani 1952 Post-moderno Anacronisti Schulz 1939 Post-moderno Bastian Post-moderno Cane 1943 Support surface Viallat 1936 Support surface Dolla 1942 Support surface Charvolen 1939 Support surface Gastini 1938 Support surface Olivieri 1934 Support surface Vago 1931 Support surface Griffa 1936 Support surface S. Martini 1963 Support surface Kushner 1949 Pattern painting McConnel 1951 Pattern painting Smyth 1948 Pattern painting Zucker 1941 Pattern painting Haring 1958-1990 Post-moderno Storia dell'Arte parte 2Gropius 1883-1969 Bauhaus Moholy-Nagy 1895-1946 Bauhaus - Arte cinetica Albers 1888-1976 Bauhaus – Arte cinetica De Chirico 1888-1878 Metafisica – r. mag. Carrà 1881-1966 Futurismo - Metafisica – r. mag Morandi 1890-1964 Metafisica “del quotidiano” Casorati 1883-1963 Metafisica – r. magico Donghi 1897-1963 Metafisica – r. mag De Pisis 1896-1956 Metafisica Sironi 1885-1961 Novecentismo Martini 1889-1947 Novecentismo Soffici 1879-1964 Novecentismo Tozzi 1895-1979 Novecentismo post.metafisica Paresce 1886-1937 Novecentismo Campigli 1895-1971 Novecentismo Ceracchini 1899-1982 Novecentismo Guidi 1891-1984 Novecentismo Socrate 1989-1967 Novecentismo Trombadori 1886-1961 Novecentismo Rosai 1895-1957 Novecentismo Funi 1890-1971 Postfuturismo Roh 1890-1965 Realismo magico Albright 1897-1983 Realismo magico Cadmus 1904-1999 Realismo magico Tooker 1920- Realismo magico Francalancia 1886-1965 Realismo magico Bontempelli 1878-1960 Realismo magico Shrimpf 1889-1938 Realismo magico Grosz 1893-1959 R. magico – Nuova oggettività – dadaismo Dix 1892-1969 R. magico – Nuova oggettività – dadaismo Beckmann 1884-1950 Realismo magico Sheeler 1883-1965 Precisionismo Hopper 1882-1967 Precisionismo Demuth 1883-1935 Precisionismo Spencer 1893-1952 Precisionismo Dickinson 1889-1930 Precisionismo Benton 1889-1975 Regionalismo Duchamp 1887-1968 Dadaismo Picabia 1879-1953 Dadaismo Ray 1890-1976 Dadaismo Janco 1895-1984 Dadaismo Richter 1888-1976 Dadaismo Arp 1887-1966 Dadaismo Hülsenbeck 1892-1974 Dadaismo Hausmann 1886-1971 Dadaismo Höch 1889-1978 Dadaismo Hertzfeld 1891-1968 Dadaismo Schwitters 1887-1948 Dadaismo Breton 1898-1966 Surrealismo Magritte 1898-1967 Surrealismo Dalì 1904-1989 Surrealismo Ernst 1891-1976 Dadaismo – Surrealismo Mirò 1893-1983 Surrealismo Gorky 1904-1948 Informale Pollock 1912-1956 Informale Klein 1926-1962 Informale - Nuovo Realismo Tobey 1890-1976 Informale Fautrier 1898-1964 Informale Dubuffet 1901-1985 Informale De Kooning 1904-1997 Informale Bacon 1909-1992 Informale Giacometti 1901-1966 Informale Moore 1898-1986 Informale Newman 1905-1970 Informale Reinhardt 1913-1967 Informale Rothko 1903-1970 Informale Hortung 1904-1989 Informale Mathieu 1921 Informale Tapies 1923 Informale De Stael 1914-1955 Informale Rioppel 1923-2002 Informale Burri 1915-1995 Informale Morlotti 1912-1992 Informale Fontana 1899-1968 Informale Soulages 1919 Informale Wols 1913-1951 Informale Masson 1896-1987 Informale Vedova 1919-2006 Informale Raccagni 1921 Informale Calder 1898-1976 Informale Bonichi-Scipione 1904-1933 Informale Guttuso 1911-1987 Informale Moreni 1920-1999 Informale Leoncillo 1915-1968 Informale Luois 1912-1962 Espressionismo astratto Olitski 1922 Espressionismo astratto Noland 1924 Espressionismo astratto Kaprow 1927 Espressionismo astratto Oledenburg 1929 Pop Art Dine 1935 Pop Art Hamilton 1922 Pop Art Warhol 1928-1987 Pop Art Lictenstein 1923-1997 Pop Art Ramos 1935 Pop Art Kitaj 1932-2007 Pop Art Blake 1932 Pop Art Hockney 1937 Pop Art Segal 1924-2000 Pop Art Schifano 1934-1998 Pop Art Angeli 1935-1988 Pop Art Festa 1938-1988 Pop Art Fioroni 1932 Pop Art Ceroli 1938 Pop Art – Arte povera Pascali 1935-1968 Pop Art – Arte povera Pistoletto 1933 Pop Art – Arte povera Gilardi 1942 Pop Art Adami 1935 Pop Art Tadini 1927-2002 Pop Art Pozzati 1935 Pop Art Baj 1924-2003 Pop Art Del Pezzo 1933 Pop Art Telemaque 1937 Pop Art Fahlstrom 1928-1976 Pop Art Tilson 1928 Pop Art Marotta 1935 Pop Art Rosenquist 1933 Pop Art Storia Dell'Arte Contemporanea In uno slancio di bontà, pubblico anche un lavoro immane svolto da me
per preparare l'esame di Storia dell'Arte Contemporanea (introduttivo)
del prof. Pasini. Mi è costato più di un mese di lavoro e spero che
sappiate trattarlo con il dovuto rispetto! E' l'indice degli artisti
del '900 che richiedeva Pasini! Paolo Turner 1775-1851 Romanticismo inglese Manet 1832-1883 Impressionismo Monet 1840-1926 Impressionismo Degas 1834-1917 Impressionismo Pissarro 1830-1903 Impressionismo Renoir 1841-1919 Impressionismo Sisley 1839-1899 Impressionismo Rosso 1858-1928 Postimpressionismo Cèzanne 1839-1906 Impressionismo s.g. Seurat 1859-1891 Simbolismo – divisionismo Gauguin 1848-1903 Simbolismo – sincretismo Van Gogh 1853-1890 Simbolismo – div. + sin Munch 1863-1944 Simbolismo – sin. Hodler 1853-1918 Simbolismo – idealista Klimt 1862-1918 Simbolismo – div. + sin Beardsley 1872-1898 Simbolismo – giap. Previati 1852-1920 Simbolismo – div. Segantini 1858-1899 Simbolismo – div. allegorico Pelizza 1868-1907 Simbolismo – div. sociale Bistolfi 1859-1933 Simbolismo Matisse 1869-1954 Fauves – Espressionismo Marquet 1875-1947 Fauves – Espressionismo Dufy 1877-1953 Fauves – Espressionismo Vlaminck 1876-1958 Fauves – Espressionismo Derain 1880-1954 Fauves – Espressionismo Van Dongen 1877-1968 Fauves – Espressionismo Rouault 1871-1958 Fauves – Espressionismo Kirchner 1880-1938 Espressionismo Heckel 1883-1970 Espressionismo Schmidt-Rottluff 1884-1976 Espressionismo Pechstein 1881-1955 Espressionismo Muller 1749-1825 Espressionismo G. Rossi 1884-1947 Espressionismo T. Garbari 1892-1931 Espressionismo U. Moggioli 1886-1919 Espressionismo Ar. Martini 1889-1947 Espressionismo Al. Martini 1876-1954 Espressionismo Nolde 1867-1956 Espressionismo R. Romani 1905-1913 Proto-Espressionismo A. Bonzagni 1887-1918 Espressionismo L. Viani 1882-1936 Espressionismo Permeke 1886-1952 Espressionismo fiammingo Nonell 1873-1911 Espressionismo catalano Schiele 1890-1918 Espressionismo austriaco Kokoschka 1886-1980 Espressionismo austriaco Picasso 1881-1973 Cubismo an. + sin Braque 1882-1963 Cubismo an. + sin. Delaunay 1885-1941 Cubismo orfico Gris 1887-1927 Cubismo Gleizes 1881-1953 Cubismo Metzinger 1883-1956 Cubismo Marcoussin 1878-1941 Cubismo Lhote 1885-1962 Cubismo De la Fresnaye 1885-1925 Cubismo Le Faucounnier 1881-1946 Cubismo Herbin 1882-1960 Cubismo Lèger 1881-1955 Cubismo Modigliani 1884-1920 “Cubismo” Chagall 1887-1985 “Cubismo” Laurens 1985-1954 Cubismo scultore Archipenko 1887-1964 Cubismo scultore Zadkine 1890-1967 Cubismo scultore Lipchitz 1891-1963 Cubismo Larionov 1881-1964 Raggismo Goncarova 1881-1962 Raggismo Boccioni 1882-1916 Futurismo Balla 1871-1958 Futurismo Marinetti 1876-1944 Futurismo Severini 1883-1966 Futurismo Russolo 1885-1947 Futurismo Prampolini 1894-1956 Futurismo Dottori 1894-1977 Futurismo mistico Fillia 1904-1936 Secondo futurismo Diulgheroff 1901-1982 Secondo futurismo Oriani 1852-1909 Secondo futurismo Rosso 1904-1963 Secondo futurismo Pannaggi 1901-1981 Secondo futurismo Redon 1840-1916 Simbolismo – Biomorfismo Kandinsky 1866-1944 Astrattismo Malevic 1878-1935 Astrattismo – Suprematismo Klee 1879-1940 Astrattismo Van der Leck 1876-1958 Astrattismo olandese Van Doesburg 1883-1931 Astrattismo olandese Mondrian 1872-1944 Astrattismo olandese Tatlin 1885-1953 Costruttivismo A. Pevsner 1886-1962 Costruttivismo N. Pevsner Gabo 1890-1977 Astrattismo Rodcenko 1891-1956 Suprematismo Lissitskij 1890-1941 Costruttivismo-Supramatismo Majakovskij 1893-1930 Cubofuturismo
russo
Cronologia Storia Moderna Immagino
invece che Storia Moderna vi possa interessare di più. Questa è una
cronologia degli eventi salienti di quei secoli, è divisa per grandi
capitoli anzichè per successione cronologica, immagino che capirete il
motivo. Spero vi sia utile per domande postate qui o scrivete a licaonici@hotmail.it oppure paul_ency@yahoo.it Paolo F sta per Francia I sta per Italia UK sta per Inghilterra E sta per Spagna P sta per Portogallo Na sta per Regno di Napoli Mi sta per Ducato di Milano VS sta per contro Riv sta per rivoluzione Cost sta per costituzione 1453 caduta di Costantinopoli 1478 congiura dei Pazzi vs Lorenzo 1485 congiura dei Baroni vs Ferrante di Na 1492 scoperta delle Americhe 1494 trattato di Tordesillas E e P dividono il n. mondo 1492 muore Lorenzo 1494 discesa di Carlo VIII in Italia, Savonarola a Fi 1495 lega antifrancese Carlo VIII si ritira 1498 Savonarola deposto, Luigi XII re di F 1500 Luigi XII attacca Mi poi Na, guerra tra E e F Alla F Mi, alla E, Na. 1508 lega di Cambrai antiveneziana, poi una antifrancese 1514 Francesco I re di F, si riprende la Lombardia 1516 Pace di Nayan, F ha Mi, E ha Na 1517 Lutero affigge le 95 tesi il papa lo scomunica 1521 editto di Worms Lutero è bandito 1521-3 rivolta dei cavalieri 1524-5 rivolta dei contadini 1529 dieta di Spira principi vs Carlo V trattato di 1534 Enrico VIII scisma anglicano 1545 Concilio di Trento 1519 Carlo V imperatore vs Francesco I 1525 battaglia di Pavia, Francesco imprigionato 1526 lega di Cognac antiasburgica 1527 sacco di Roma Barcellona Carlo + papa, pace di Cambrai a F la Borgogna a E Milano 1530 Carlo V imperatore 1535 F e E in guerra per Mi 1544 pace di Crepy a E Mi, Piemonte e Savoia a F 1547 Enrico II re di F attacca l’impero 1555 Pace di Augusta cuius regio eius religio 1556 Carlo divide l’impero per Filippo II e Ferdinando I 1558 Elisabetta I regina di uk 1559 pace di Cateau-Cambresis alla S l’Italia, alla F il resto 1571 battaglia di Lepanto 1566 rivolta dei Paesi Bassi vs Filippo II 1572 Guglielmo d’Orange governatore del nord 1576 unione di Gand antispagnola 1579 unione di Arras vs Unione di Utrecht – Prov. Unite rep. 1558 Elisabetta regina vs Maria Stuart 1587 guerra tra UK e E per via di Maria Stuart 1588 Invicibile Armada distrutta 1572 In F guerra tra cattolici e ugonotti notte di S. Bartolomeo
1593 Enrico IV nuovo re di F si converte 1598 editto di Nantes pace interna in F 1610 Luigi XIII e Maria de Medici in F 1617 Luigi XIII e Richelieu al potere sottomettono gli ugonotti 1621 in E sale Filippo IV politica aggressiva 1618 defenestrazione di Praga ungheresi vs impero 1619 Federico V re di boemia protestanti vs impero e E 1620 battaglia della montagna bianca vince impero 1625 danimarca interviene ma viene sconfitta 1629 editto di restituzione di Ferdinando II per la chiesa 1630 intervento svedese successo a breintenfeld l’anno dopo 1632 Ferdinando II uccide Walleinstein 1635 intervento francese contro spagna 1643 battaglia di Rocroi vince F 1648 pace di Vestfalia 1639 Carlo I Stuart cade vs parlamento di cromwell 1642 colpo di stato di Carlo dopo rivolta dell’irlanda guerra 1649-60 rep. Inglese con cromwell 1660-85 restaurazione degli stuart con Carlo II 1688 torries e whigs chiamano Guglielmo d’Orange 1659 Luigi XIV con Mazzarino subisce le fronde 1661-15 assolutismo di Luigi XIV 1680 guerra di devoluzione nei paesi bassi 1681 guerra di successione spagnola tra F e A 1713 trattato di Utrecht alla F la E, all’A l’I 1756-63 guerra dei 7 anni tra E e F 1713 prammatica sanzione 1748 pace di Aquisgrana fine successione A 1775-83 rivoluzione americana 1789 rivoluzione francese 1790-1 riv. Borghese, cost. 91 Luigi XVI fugge 1791-3 riv. Popolare, rep. Convenzione naz. Comitato di salute pubblica 1793-4 terrore giacobino, cost. 93, colpo di stato 9 termidoro 1794-7 stabilizzazione, cost. anno III, direttorio, colpo 18 fruttidoro 1797 trattato di campoformio, colpo di stato 18 brumaio 1799 napoleone primo console Cost. annoVIII 1801 napoleone console a vita Cost. anno X, rep. Ita 1804 napoleone imperatore Cost. anno XII 1805 Austerlitz 1812 campagna di russia 1814 esilio all’elba dopo lipsia 1815 Waterloo e congresso di Vienna
Cronologia di Storia del Risorgimento Non so quanti di voi non storici faranno mai Storia del Risorgimento, ma se vi interessa ho composto un'utile cronologia su questo periodo. Spero vi possa tornare utile. Paolo Data Avvenimento/Note
1815 Congresso di Vienna, le potenze ridefiniscono l’Europa (l'artefice è Metternich) prima del 1789 e di Napoleone secondo i principi della Legittimità e dell’Equilibrio 1820/21 Moti rivoluzionari in tutta Europa (partono da Cadice) grande spinta dell’esercito e delle sette segrete vincono solo in Grecia, il resto è un fallimento 1830/31 Moti rivoluzionari in Europa (partono da Parigi) grande spinta delle sette segrete, in Francia cade Carlo X per Filippo d’Orleans, fallimento nel resto d’Europa (Mazzini in esilio a Marsiglia) 1831 Mazzini fonda la Giovine Italia 1846 Pio IX eletto papa emana leggi per la libertà di stampa 1848 Moti rivoluzionari in Europa grande spinta da tutto il popolo successo iniziale poi grandi repressioni.. In Francia Luigi abdica, dalle elezioni vince Napoleone III. A Berlino prevale la scelta della piccola Germania da staccare dall’Austria. In Austria nascono moti ovunque, cade Metternich ma non hanno successo perchè divisi. 1° guerra d’indipendenza italiana in Italia ci sono rivolte nel Sud e nel Nord, a Venezia viene proclamata la repubblica, a Milano ci sono le 5 giornate, i piemontesi aiutano i rivoltosi ma cadono a Custoza, è un fallimento, occorre l’aiuto delle altre nazioni. Viene promulgato lo Statuto Albertino in Piemonte, l’unico a rimanere in vigore in Europa. 1849 Proclama di Moncalieri, Vittorio Emanuele II (succeduto a Carlo Alberto) interviene nella campagna elettorale per portare voti alle forze conservatrici, finisce l’esperimento della Re. Romana 1852 Dopo un apprendistato come ministro dell’agricoltura, Cavour diventa premier (pratica del connubio), Napoleone III si proclama imperatore 1853-56 Guerra di Crimea tra Russia e Turchia, il Piemonte manda un corpo di spedizione contro la Russia al fianco delle potenze europee per garantirsi un posto nell’Europa che conta ed avanzare le pretese di indipendenza italiana 1858 Accordi di Plombieres, Cavour stringe un accordo con Napoleone III che sarà a fianco del Piemonte qualora l’Austria lo attaccasse, il Piemonte stuzzica l’Austria 1859 2° guerra d’indipendenza, l’Austria cede alle provocazioni scatenando i francesi, è un successo a Solferino e S. Martino, Napoleone III si ritira e con gli accordi di Villafranca il Piemonte annette la ricca Lombardia. Negli altri ducati del centro nord i rivoltosi hanno successo e tramite plebisciti chiedono l’annessione al Piemonte, Mazzini perde prestigio i suoi tentativi rivoluzionari falliscono miseramente. I moti siciliani chiedono aiuto al Piemonte che rifiuta, entra in scena Garibaldi che con mille uomini sbarca in Sicilia e grazie alle sue strategie e all’aiuto di popolo ed Inghilterra conquista l’isola ma rifiuta le trattative con il Piemonte 1860 Garibaldi inizia la salita verso Roma; Cavour gli manda incontro l’esercito per non perdere l’appoggio della Francia (schierata con il Papa), Garibaldi a Teano obbedisce e consegna nelle mani del re il Sud d’Italia. 1861 Il re entra a Napoli e scaccia i Borboni rifugiatesi a Gaeta. Vengono indette nuove elezioni, si forma il Parlamento e il 17 marzo 1861 viene proclamato il Regno d’Italia, poco dopo muore Cavour 1861-1866 Sistemazione del Regno d’Italia attraverso la riforma elettorale (sempre a suffragio ristretto) la Legge Quadro (65) e altre leggi; inizia il processo di nazionalizzazione delle masse ad opera della Destra Storica (1861-1876) 1864 Dopo il tentativo di spedizione garibaldina verso Roma del 62, Piemonte e Francia stipulano la Convenzione di Settembre, il Piemonte garantisce la sicurezza del Papa e la Francia si ritira, capitale è Firenze. Il Papa compone il sillabo, la Prussia e la Danimarca sono coinvolte nella guerra dei ducati. 1866 3° guerra d’indipendenza, il Piemonte sfrutta i piani d’indipendenza tedesca, si schiera con Bismarck contro l’Austria, i Piemontesi perdono a Nissa e a Premuda ma i tedeschi vincono a Sadowa, al Piemonte va il Veneto 1867 Seconda spedizione di Garibaldi verso Roma, viene ferito. Nasce l’Austria-Ungheria. 1870 Annessione di Roma, ancora una volta il Piemonte sfrutta bene i meccanismi internazionali, la Germania è impegnata nella guerra con la Francia vincendo a Sedan e completando l’unificazione. Il Piemonte, dato che Roma è sguarnita di truppe francesi, manda un gruppo di bersaglieri che dopo un piccolo scontro con le truppe pontificie passano nella breccia di porta Pia e conquistano la città eterna. Intanto in Francia caduto Napoleone III viene instaurata la Comune che avrà poca vita tornerà la Repubblica. Concilio Vaticano I, si stabilisce il dogma dell’infallibilità del pontefice. 1871 Legge delle Guarentigie che regola i rapporti tra papa e stato secondo la formula cavouriana della libera Chiesa in libero Stato, il papa non accetta. A Versailles, Guglielmo I diventa kaiser dei tedeschi 1874 Il papa pubblica il Non Expedit, i cattolici si organizzano nell’Opera dei Congressi 1876 La Destra Storica nonostante il pareggio del bilancio per mano di Sella, è in crisi per via delle ferrovie, cade la destra per la sinistra di Depretis (1876-1887) 1882 Depretis avvia la politica del trasformismo cambia la legge elettorale su base educativa, riforma scolastica (1877 legge Coppino), sociale ed economica (protezionismo) l’Italia entra nella Triplice Alleanza. Due anni dopo toglierà la tassa sul macinato. 1887 Muore Depretis sale al potere Crispi, compie una Legge Quadro (88) , una riforma elettorale, e una riforma della giustizia (89) accordo con Menelik trattato Uccialli (89) codice penale (89) è il periodo riformista (che si chiude nel 1891). Nascono le Federazioni di mestiere preludio alle Camere de Lavoro (1893) 1888 Sale al potere in Germania, Guglielmo II che avvia una politica fortemente aggressiva (età guglielmina) che nel 1890 porterà alle dimissioni di Bismarck 1889-1902 Guerra anglo-boera per il controllo del Sudafrica, vince l’Inghilterra 1891 Nascono le Camere del Lavoro, Leone XIII scrive la Rerum Novarum che attenua il Non expedit, finisce la II internazionale iniziata nel 1889 1891-1893 Crispi, è costretto a dimettersi, si succedono Rudini e Giolitti alla poltrona quest’ultimo è coinvolto in uno scandalo per finanziamenti da parte della Banca di Roma, forte tensione sociale, nasce il PSI (92), scoppiano in Sicilia i fasci siciliani (93) 1893-1896 Crispi torna al potere, reprime duramente le proteste e riprende lo scontro in Etiopia, costituisce la Banca D’Italia e fa leggi antisocialiste. 1894 Scoppia il caso Dreyfus in Francia, ascesa dell’intellettuale che si schiera politicamente (cfr. Zola) 1896 Sconfitta di Adua, Crispi si dimette, si susseguono 6 governi instabili (Rudini, Pelloux e Saracco) nel 1898 Bava Beccaris fa sparare sulla folla, lo stesso anno Bresci uccide Umberto I per vendetta 1898 Si conclude la guerra ispano-americana, agli Usa il controllo delle Filippine e di altre isole, la Spagna cade dal panorama europeo e mondiale 1900 Rivolta dei Boxeur in Cina domata da intervento straniero 1901 A premier sale Zanardelli, Giolitti è all’interno 1903 Giolitti premier, aperture verso i socialisti di Turati che viene chiamato al governo, rifiuta considerando prematura l’offerta, l’anno dopo a causa dei conflitti interni al PSI Giolitti intensifica gli incontri con i cattolici e avvia scambi con l’Intesa che nasce nel 1904 1904 Nasce l’Intesa, primo sciopero generale, si sciglie l’Ordine dei Congressi e si formano le Leghe Bianche 1904-1905 Guerra russo-giapponese per il controllo di alcuni territori dell’Asia, vince il Giappone 1905 Giolitti cade dopo aver tentato la nazionalizzazione delle ferrovie, al potere va Fortis, suo uomo di fiducia, la proposta passa dopo pochi mesi. In Russia le tensioni popolari e borghesi (domenica di sangue) costringono lo zar a concedere un parlamento, la Duma, se ne fanno 3 perchè vengono sciolte al minimo contrasto, lo zar manda al potere Stolypin che reprime i dissidenti con le forche. Nel frattempo vi sono le crisi marocchine tra Francia e Germania per il possesso del Marocco, si risolvono l’anno dopo a favore della Francia che ne fa un protettorato con garante l’Inghilterra 1906 Giolitti di nuovo premier, nasce la CGL 1907 Pio X condanna il modernismo 1908 L’Austra annette la Bosnia Erzegovina andando in contrasto fortemente con la Serbia che ha mire nazionalistiche 1909 Esce il Manifesto del Futurismo 1909/11 Giolitti tenta la Riforma Tributaria, non passa e si dimette, al potere va il liberale di destra Sonnino, si dimette anch’esso al potere va Luzzati uomo di Giolitti 1911 Giolitti torna premier, dichiara la guerra alla Libia, fa il monopolio delle assicurazioni e la riforma elettorale a suffragio universale. In Messico cade Benito Juarez si susseguono forti rivolte guidate da Zapata e Villa tra popolo e governi fantoccio filoamericani 1912 La Libia viene conquistata, per le elezioni del 1913 Giolitti firma il patto Gentiloni con i cattolici, le elezioni lo indeboliscono e nel 1914 si dimette. Nel frattempo nei Balcani la situazione degenera, ci sono le guerre balcaniche (1912-1913), l’Impero Ottomano è in profonda crisi. In Cina con Sun Yat Sen nasce la Repubblica Democratica Cinese ha vita breve, l’anno dopo si instaura una dittatura Yat Sen è costretto all’esilio 1914 Gli Usa aprono il canele di Panama, in Europa inizia la WWI. Il 28 giugno avviene l’attentato di Sarajevo, l’Austria un mese dopo dà l’ultimatum alla Serbia, la Russia mobilita le truppe e la Germania dichiara guerra alla Russia, scatta il gioco delle alleanze ed Austria e Germania devono far fronte all’Intesa, scatta il piano Schlieffen ma non ha il successo dovuto, situazione di stallo nel conflitto compaiono le trincee sui due fronti. L’Italia dopo alcuni mesi di tentennamento si dichiara neutrale facendosi forte del trattato dell’Alleanza e contemporaneamente cerca il miglior offerente intensificando i rapporti con Germania da un lato ed Inghilterra dall’altro al governo ci sono Salandra e Sonnino. Settimana Rossa in Italia pericolo di rivoluzione socialista. 1915 Il
26 aprile l’Italia firma il Trattato di Londra senza il parere del Parlamento,
il 24 maggio entra in guerra al fianco dell’Intesa contro l’Alleanza.
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