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    September 12

    V-Day

    V-DAY

    (APRITE GLI OCCHI)

     

    Mi svegliai tardi come ogni sabato mattina. Era l’otto settembre e l’aria era elettrica, qualcosa di grosso si stava muovendo nella nazione, ma non riuscivo a ricordare cosa avesse quel giorno di tanto speciale. Mi preparai il caffè e aprii l’Arena sul tavolo della cucina con la tazza fumante in mano. Proprio mentre tenevo del caffè in bocca, il mio occhio cadde su un articoletto in fondo alla pagina, tanto piccolo che quasi fungeva da cornice, recitava qualcosa come: “Beppe Grillo oggi al V-Day in piazza Maggiore, Bologna”. Deglutii sbobba bollente. Ecco cosa stavo dimenticando- pensai – soltanto l’evento di portata nazionale più vasto degli ultimi decenni; sottovalutato dalla stampa e snobbato dalle tv nazionali. Afferrai il telefono per radunare i miei scagnozzi per partire prima di subito. Alcuni furono titubanti ma io non volli sentire ragioni. “C’è anche in piazza Bra”- mi ricordò uno scagnozzo – “Il Beppe è a Bologna”- ribattei. Chiamai alcuni amici studenti a Bologna e in un’ora eravamo in macchina alla volta dell’Emilia con la musica a palla e qualche birra. Il fato si schierò apertamente contro di noi fin dall’inizio, abbattendosi sottoforma di “onde rosse” di semafori, code al casello e altre inutili attese e sprechi di tempo. A metà del viaggio qualcuno si azzardò a chiedere di espletare i suoi bisogni fisiologici; si arrivò quindi alle minacce: il tutto si concluse con una frettolosa sosta a una piazzola di sosta e al diavolo l’autogrill. Arrivati in città parcheggiammo alla casa di un mio amico e subito fummo in strada a chiedere indicazioni per Piazza Maggiore. Il fato operò di nuovo contro di noi, questa volta sottoforma di un vecchio passante, il quale tenne a descriverci nei minimi dettagli la strada più breve. Piantò un chiodo tale che dovemmo fuggire prima che ci raccontasse la storia della sua vita. Nelle vie nei pressi della piazza echeggiava una voce che tanto somigliava a un pezzo hip hop dai toni cruenti, accompagnato dal riverbero sui muri che suonava come una base di batteria. Ma nulla di tutto ciò! Svoltato l’ultimo angolo, eccolo! Si! Il caro e vecchio Beppe starnazzava con gagliarda ferocia, gridando le sue ragioni. La sua grigia chioma con il ciuffo riccioluto che ballonzolava sulla fronte sottolineava gli accenti della sua voce, possente portatrice di verità.  La piazza e le vie vicine erano stracolme di gente di ogni tipo; che rideva con tutto il fragore delle decine di migliaia di presenti alle battute del comico, fischiava ai nomi dei condannati al terzo grado, metteva le mani nei capelli all’udire gli scandali di cui la nazione è ignara; e alla fine di ogni intervento tutti quanti alzavano le dita a mo’ di saluto dei lupetti, con l’indice e il medio a formare una ‘V’: la V di vendetta, la V di ‘Vaffanculo’. Il giorno del ‘Vaffanculo’, «una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia - spiega il volantino firmato dal comico genovese - e V come Vendetta». Una iniziativa «per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi i politici blindati nei palazzi immersi in problemi "culturali". I punti principali della giornata sono stati la raccolta di firme a favore di una legge di iniziativa popolare, contro la presenza dei deputati condannati al terzo grado presenti in Parlamento e perché tutti gli eletti non possano restare in carica per più di due legislature. Si è parlato anche della truffa del precariato, con la legge Biagi storpiata a destra e a manca a vantaggio delle casse del governo e a scapito del lavoratore italiano, (I precari presenti erano un’infinità). La richiesta è univoca: un paese più pulito, con i cittadini al potere, non i segretari di partito e i mafiosi.  Hanno parlato inoltre Sabina Guizzanti e Marco Travaglio. La prima ha ironizzato sugli attuali mezzi d’informazione, detenuti ingiustamente dalla classe politica; con modelle al posto di giornaliste e la totale mancanza di peso e chiarezza che viene dato alle notizie utili, soprattutto quelle inerenti alle leggi. Travaglio ha elencato nomi e vicende dei movimenti mafiosi collegati al governo spiegando di come essi agiscano. Le firme necessarie per la proposta di legge erano cinquantamila, e già nella mattinata ne erano state raccolte quasi duecentomila…

     

    Tralasciando gli altri argomenti che ormai sono noti a tutti (è stato detto davvero un po’ di tutto, ci vorrebbe una Bibbia per riassumere), vorrei invitare tutti pensare a quello che è successo effettivamente l’8 Settembre 2007 in Italia, al fatto in sè. I cittadini da tutta la penisola, stanchi di essere presi in giro, si sono radunati nelle piazze e hanno gridato “Vaffanculo” al governo: si è mai vista una cosa del genere?

     

    L’intervento di Grillo non deve essere interpretato come una sommossa, una rivoluzione o qualcosa di simile: il messaggio è APRITE GLI OCCHI! INTERESSATEVI DI COME CI STANNO IMBROGLIANDO! Non è destra e non è sinistra. La sua “opera” è spronare il cittadino a capire ciò che succede nel paese, perchè appena si perde di vista il governo, in primis quello italiano, accade che si crea un cratere tra lo stato e il popolo, e la democrazia diviene partitocrazia amministrata da criminali: l’Italia ne è un esempio inequivocabile. Con i mezzi di informazione che depistano e sviano la verità, l’unico modo per reagire ce lo ha dato un Comico sul web: indagare, stanare, portare alla luce la verità, radunare la popolazione nelle piazze per gridare “noi non ci stiamo, a noi non va bene, perciò vaffanculo!”. Beppe non è un messia e nemmeno una persona che vuole farsi re! Lui è un comico che ci ha dato l’esempio di come si può reagire a uno stato che non considera più la voce del cittadino. Detto con parole sue “tu sei davanti alla tv, che ricevi merda in faccia. Ma oggi puoi accendere il computer e ritirargliene un po’…”(Incantesimi).

     

    Lo spettacolo è terminato alle otto e mezza con l’intervento di Travaglio e l’ultimo saluto di Beppe; poi hanno seguito gruppi musicali fino a mezzanotte. Ma nonostante un po’ di stanchezza avevamo ancora una missione che non ammetteva ammutinamenti o rallentamenti: mancava solo un quarto d’ora all’inizio di Italia – Francia!!


    By Massi